Lisei Haardt-Spaeth

Servizi presso il centro: Feldenkrais

Lisei Haardt-Spaeth, insegnante Feldenkrais accreditata, laureata in filosofia presso l’Università di Perugia, specializzandosi in teorie della percezione, ha completato la formazione quadriennale Feldenkrais nel training Milano-Venezia con Myriam Pfeffer che è stata allieva diretta di Moshe Feldenkrais.

Dal 2001 lavora a Ferrara presso il proprio studio dove propone lezioni di gruppo settimanali (Conoscersi attraverso il movimento ) e lezioni individuali (Integrazione funzionale ).

Ha tenuto seminari del Metodo Feldenkrais alla Libera Università di Alcatraz di Jacopo Fo e ha collaborato con stages alla Fabrik, officina del nuovo teatro di Potsdam (Berlino). Nella sua vita ha avuto molte occasioni e vissuto svariate esperienze. Da quando è piccola è interessata all’arte e alla percezione. Ha partecipato negli anni 79-82 al Circo dei Bambini Popowitsch condotto da un gruppo di pedagoghi e teatranti. Da adolescente ha praticato lo Jui Jitsu e lo Yoga. Poi ha scoperto il Metodo Feldenkrais. Ha pubblicato articoli di filosofia estetica fenomenologica su Paul Klee, Walter Benjamin, Rainer Maria Rilke e sul poeta giapponese Basho.

Sviluppatosi intorno agli anni’ 50 il Metodo Feldenkrais è conosciuto e diffuso in Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Israele, Corea, Giappone e Sud America. Il Metodo Feldenkrais può essere insegnato esclusivamente da insegnanti  che hanno seguito  una formazione quadriennale.

Attività svolta ai sensi della legge 4/2013, iscritta AIIMF, tessera n° 114.
Metodo Feldenkrais ® –  L’immagine di sé nel movimento

!!!!  Sono in programma tre seminari con Lisei Haardt-Spaeth !!!!
 – Ognuno di tre ore, il sabato mattina, con un piccolo breack. –  (Su prenotazione !!)

“Noi ci comportiamo secondo l’immagine che abbiamo di noi stessi. (…) La nostra autoimmagine consta di quattro componenti che sono coinvolte in ogni azione: movimento, percezione, sentimento e pensiero. (…) Ciascuno di noi parla, si muove, pensa e sente in modo differente, secondo l’immagine di se stesso che si è costruito nel corso degli anni. Per cambiare il nostro modo di agire dobbiamo cambiare l’immagine di noi che ci portiamo dentro.” (Moshe Feldenkrais, l’inventore del metodo)

Il metodo Feldenkrais utilizza il movimento corporeo per la consapevolezza di se stessi, per la scoperta delle proprie abitudini motorie e comportamentali e per facilitare l’apprendimento di nuovi e più efficaci modi di agire. Il movimento è all’origine di ogni sentire, senza movimento non può esistere la percezione. Attraverso la percezione di noi stessi, riflettiamo su ciò che sentiamo. Mentre facciamo un movimento creiamo uno spazio interiore necessario per l’arricchimento dell’immagine che abbiamo di noi. La percezione per natura è senza giudizio e allo stesso momento è la base di ogni pensiero. Senza percezioni la ragione non può nemmeno nascere. Lo scoprì già il filosofo Kant nella sua critica della ragion pura. Le esplorazioni di movimento avvengono dunque libere da giudizi, da correzioni e non si adattano a nessun modello imposto dall’esterno. Durante le lezioni Feldenkrais viene creato uno spazio protetto che aiuta ad immergersi nell’ascolto, imparare cose nuove e scegliere quello che è più adatto e piacevole per se stessi.

Quando osserviamo come camminiamo, ci giriamo o allunghiamo un braccio per prendere un oggetto, possiamo notare la nostra armonia o rigidità che comunichiamo attraverso questi movimenti. Nell’immagine che ognuno ha di se stesso alcune parti del corpo sono più presenti di altre e dunque più utilizzate di altre. Durante le lezioni, le persone sono guidate a osservarsi, a sentirsi, a muoversi lentamente.

Rispettando i propri limiti, hanno modo di riconoscersi, scoprono l’esistenza di schemi neurologici e comprendono che ognuno ha un suo modo personale di muoversi e di agire. Verificano, inoltre, che una migliore organizzazione può rendere più facile, più piacevole e anche più bella un’azione considerata prima impossibile.
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!!!  Primo seminario:
Il bacino nella sua tridimensionalità – la forza centrale nel movimento
Sabato 23 ottobre, ore 10,00-13,00

Nell’adattamento della specie umana alla posizione eretta e alla gravità, il bacino, circondato e attraversato da grandi muscoli, è diventato il nostro motore centrale e contribuisce a darci stabilità, sicurezza e forza ai gesti. Però spesso il bacino è immaginato come qualcosa di bidimensionale e piatto, oppure come un peso che si muove solo rigidamente e con fatica. Questa percezione ha effetti sia sulla qualità del movimento che sulle funzioni interne come la respirazione e la digestione.

Il movimento del bacino passa attraverso la colonna vertebrale, raggiunge verso l’alto la testa e ne condiziona la libertà di orientamento, verso i lati periferici degli arti condiziona la libertà movimento come per esempio il camminare, fare sport, danzare, suonare uno strumento o cucinare. Spesso invece gli arti sono mossi come segmenti a se stanti senza alcun collegamento e perciò si affaticano inutilmente. E’ importante dunque sentire la forma e il volume tridimensionale del bacino, localizzare le articolazioni, per poi scoprire tutti i possibili movimenti nello spazio e integrarli nel movimento complessivo che si sta compiendo. In questo modo i gesti diventeranno fluidi e piacevoli.
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!!!  Secondo seminario:
Il torace non è una gabbia.
Sabato 20 novembre, ore 10,00-13,00

La nostra gabbia toracica è spesso immaginata come qualcosa di rigido e senza movimento che protegge gli organi interni. Invece non è così. Le costole sono piene di vita e si muovono con ogni respiro.

Ripercorriamo le connessioni delle articolazioni, scopriamo come sono collegate le vertebre con lo sterno e la spina dorsale, ascoltiamo le clavicole e le scapole. Anche il collo, la testa e il bacino sono collegati con il torace attraverso la spina dorsale. Esplorando attraverso piccoli movimenti, sperimenteremo grandi differenze sia nel movimento che nella respirazione. Infine questi movimenti si integreranno con i movimenti scoperti nel seminario precedente.
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!!!  Terzo seminario:
Dalla testa ai piedi – la stabilità e l’orientamento
Sabato 18 dicembre, ore 10,00-13,00.

Spesso ci muoviamo seguendo le nostre intenzioni senza essere consapevoli di cosa facciamo. Può capitare che siamo incapaci di eseguirle in modo semplice e fluido usando una forza eccessiva o persino facendoci del male. A volte l’insicurezza è causata dall’instabilità e dalla mancanza di equilibrio.

Come mi appoggio sui miei piedi? Percepisco la forza di gravità? Quando giro la testa, gli occhi cosa fanno? E il collo, le scapole, le costole…?

Creeremo collegamenti tra piedi e testa attraversando la spina dorsale e il bacino. Gli occhi sono il nostro radar, il bacino il nostro centro di forza e i piedi la nostra connessione con il terreno.
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Il Metodo Feldenkrais®
prende nome dal suo ideatore Moshe Feldenkrais (1905-1984), fisico, ingegnere, primo insegnante di judo in Europa e studioso del comportamento e del funzionamento dell’organismo umano.

Il Metodo Feldenkrais si basa sul presupposto che i nostri schemi di movimento sono collegati ai nostri schemi mentali. I nostri schemi di movimento possono essere modificati grazie alla capacità umana di imparare sempre cose nuove . Il Metodo Feldenkrais è un sistema innovativo di lavoro su di sé che utilizza il movimento, il tocco e la conoscenza degli schemi motori. Il suo scopo quindi è quello di fornire strumenti di auto-miglioramento. Il Metodo Feldenkrais mette in contatto le persone con le loro reali capacità e i loro obiettivi, attivando le profonde risorse naturali dell’organismo e perciò può essere applicato in molti ambiti e contesti differenti. Entrando in sintonia con il nostro modo di funzionare (pensiero, movimento, abitudini) è possibile apprendere con una rapidità inaspettata.